Ralph Lauren. La sua impronta nel successo fatto di stile. - Envise

Ralph Lauren. La sua impronta nel successo fatto di stile.

Ralph Lauren. La sua impronta nel successo fatto di stile.

Siamo nel 1964 in un negozio di abbigliamento del Bronx di New York. Un commesso appena venticinquenne, figlio di una coppia di ebrei proveniente dalla Bielorussia, ha un’idea… Un’intuizione di stile. Ebbene, solo 3 anni, dopo, il commesso produce e vende cravatte per 500.000 dollari. Nel 1967, epoca di Hendrix e della guerra in Vietnam gli USA erano pronti ad accogliere una rivoluzione dello stile. Inizia ideando cravatte più larghe e colorate. E grazie a queste introdurrà nel mercato il suo marchio Polo Ralph Lauren. Vestirà da George Bush alla casa bianca nell’88 fino a Michelle Obama nel 2011. Il grande Gatsby è drappeggiato Ralph Lauren e tantissimi altri film portano la sua firma.
Indubbiamente, vi sarete chieste, com’è possibile che una persona poco abbiente, in un periodo particolare del suo paese, sia riuscito a intraprendere una carriera imprenditoriale che gli ha portato a guadagnare oltre i 7 miliardi di dollari. I punti focali sono abbastanza evidenti da non darli per scontato. Si, perché oltre all’idea i suoi passi sono scanditi, come un metronomo, dall’andatura del suo mercato. Ha saputo ben sfruttare la sua popolarità senza eccedere. E così passo dopo passo è arrivato in cima.
La lezione a cui tener conto, possiamo ripercorrerla in 3 momenti focali. La sua moda è riuscita a coincidere con il desiderio di cambiamento delle persone. Siamo all’apice degli anni ’60 e stiamo per entrare nel ’70, momento di drastico cambiamento della moda. Ralph Lauren sa che quel treno sta passando e non deve perderlo. Infatti di lì a poco sarebbe arrivato lontano. Diversificazione, noi non conosciamo solo le sue cravatte (forse sono le ultime cose a cui potremmo pensare se pensiamo al suo marchio) ma conosciamo benissimo le camice a maniche corte. Le Polo. Marchio di fabbrica. Queste verranno prodotte solo anni dopo precisamente nel 1972. Prende ancora spunto dal bisogno di cambiare degli americani che fino ad allora erano costretti in giacca e cravatta per qualunque occasione. E soprattutto hanno necessità di cambiamento e di rottura con le generazioni passate, pieno clima anni ’70. Nell’84 il grande passo. Apre il suo store a New York. E qui notiamo subito che si tratta di rottura del paradigma produzione – ingrosso ma entra nel produzione – dettaglio.
Una valutazione in sintonia con l’andazzo economico ma anche sociale. I grandi stili tendono sempre a dare una risposta alle generazioni, capire la domanda ma rispondere con una propria concezione dello stile che poi crea identificazione. E la forza del marchio è figlia di questo ragionamento. Governance che farà parte dei suoi centri vendita. Alle domande, sul come abbia fatto a riuscire con eccellenti risultati ha dato risposte dove ciò che lo ha contraddistinto è sempre la sua impronta… il suo stile.
“Le persone spesso mi chiedono come ha potuto un ebreo del Bronx creare cravatte alla moda per un elite di persone, senza avere soldi e appartenere a una classe alta. A loro rispondo che ci sono riuscito perché avevo imparato a sognare”.

 

di Carmine Maritato

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