La cura economica post covid. L'alternativa c'è. - Envise

La cura economica post covid. L’alternativa c’è.

La cura economica post covid. L’alternativa c’è.

Mentre si iniziano a misurare le distanze tra gli ombrelloni in spiaggia e il vento caldo di scirocco accarezza lo stivale, le domande che assillano governo e governati si soffermano sulla effettiva data di fine pandemia e sui danni economici che si presenteranno sul conto degli italiani.
In un primo scenario delianatosi, le imprese e le amministrazioni hanno avuto una situazione finanziaria che poggiava sul sistema bancario, dove imprenditori di varia natura hanno dovuto rivedere i loro piani e in qualche caso accettare nuove azioni sui loro investimenti. Ma dando un occhio al passato (alla situazione economica già conosciuta pre coronavirus) e aumentando la distanza prospettica ecco che si profila una situazione diversa.
A fornirci questa nuova prospettiva sono società che avevano già intuito strumenti finanziari diversi da quelli, ormai, superati e/o inadeguati al contesto economico contemporaneo. Scenari giovani ma che hanno un’idea di futuro e di come preservarlo. A parlarcene direttamente è stato Tommaso Petito, cofondatore di European Consulting Solutions (ECS), società che fa base a Grumo Nevano in provincia di Napoli. Advisor per emissione di strumenti finanziari di debito che permettono la nascita di nuove imprese e la loro vigorosità.
“Un modo che definisco innovativo, non più alternativo che può soddisfare le esigenze con nuove possibilità. Noi valutiamo il fabbisogno degli imprenditori delineandone la giusta esigenza di liquidità di concerto con il mercato. Già da prima abbiamo approfondito il nostro know-how su questo tipo di operazioni finanziarie e la pandemia, pare, abbia fatto prendere consapevolezza agli imprenditori italiani della situazione economica vigente. Il progetto con Federalberghi ha un valore più che economico, morale e sociale per noi. Un lavoro d’analisi importante per la salvaguardia del turismo e delle attività economiche abruzzesi che stiamo cercando di tutelare attraverso le nostre operazioni, sperando che queste ultime possano fungere da volano per l’intera economia regionale.”
La contestualizzazione dell’emergenza ha legittimato (finalmente) strade diverse. Le difficoltà delle amministrazioni pubbliche (che hanno dovuto fronteggiare l’emergenza in molti casi con altre voci a bilancio. Soprattutto nei dettagliati casi comunali) e delle piccole e medie imprese possono contare su un “secondo pozzo di liquidità” che è rappresentato da strumenti come minibond, minibond short-term, pluribond che sono esempi di strumenti nuovi, agili ed in ascesa.
Dinanzi a paradossali avvenimenti, come il lockdown che ha dovuto bloccare la produttività, pensare a strumenti finanziari del genere (che chiamiamo alternativi ma in realtà possono prestarsi a fonte rilevante per la liquidità aziendale) può costituire una vera e nuova opportunità sinergica ad una strategia finanziaria aziendale diversa, vincente… e curante.

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